Abstract (Italiano)
La sociologia dei media ha tradizionalmente interpretato la notizia come una rappresentazione della realtà, concentrando l’attenzione sui processi di selezione, framing, costruzione dell’agenda e produzione discorsiva. L’approccio etnometodologico suggerisce una prospettiva differente. Il presente articolo sostiene che il giornalismo non debba essere analizzato principalmente come un sistema di rappresentazione, bensì come un insieme di pratiche attraverso cui i membri di un gruppo producono l’intelligibilità pubblica degli eventi. Attraverso un dialogo tra Harold Garfinkel, Harvey Sacks e Wes Sharrock, il lavoro propone una rilettura etnometodologica del testo giornalistico, mostrando come titoli, lead, categorie, sequenze narrative e organizzazione delle informazioni funzionino come dispositivi di orientamento inferenziale. La notizia viene interpretata come una tecnologia sociale che organizza attenzione, categorizzazione, accountability e coordinamento dell’azione collettiva. L’articolo conclude proponendo un modello teorico e discutendone la rilevanza nell’ecosistema digitale e nell’era dell’intelligenza artificiale.
Abstract (English)
Media sociology has traditionally interpreted news as a representation of reality, focusing on processes of selection, framing, agenda-setting, and discursive production. The ethnomethodological approach suggests a different perspective. This article argues that journalism should not be analyzed primarily as a system of representation but rather as a set of practices through which members produce the public intelligibility of events. Drawing on the work of Harold Garfinkel, Harvey Sacks, and Wes Sharrock, the article develops an ethnomethodological reinterpretation of journalistic texts, demonstrating how headlines, leads, categories, narrative sequences, and the organization of information function as devices for organizing inferential reasoning. News is interpreted as a social technology that structures attention, categorization, accountability, and the coordination of collective action. The article concludes by proposing a theoretical model and discussing its relevance within the contemporary digital ecosystem and the age of artificial intelligence.