Abstract (Italiano)
Le dieci euristiche elaborate da Jakob Nielsen nel 1994 rappresentano ancora oggi uno dei principali riferimenti teorici e metodologici per la valutazione dell’usabilità delle interfacce digitali. La loro diffusione è dovuta alla capacità di sintetizzare principi cognitivi fondamentali in un insieme di regole progettuali semplici, flessibili e applicabili a differenti contesti tecnologici. Tuttavia, la progressiva diffusione di sistemi basati sull’intelligenza artificiale, di interfacce conversazionali e di ambienti adattivi solleva nuovi interrogativi sull’adeguatezza di tali principi rispetto alle trasformazioni della Human-Computer Interaction. Il presente contributo ricostruisce criticamente l’origine delle euristiche di Nielsen, ne analizza i fondamenti cognitivi e ne discute limiti e prospettive alla luce delle recenti evoluzioni della User Experience. Come contributo originale viene proposto un modello interpretativo che distingue tra euristiche dell’interazione ed euristiche dell’intelligenza, sostenendo che la progettazione delle future interfacce dovrà integrare principi tradizionali di usabilità con nuovi criteri relativi alla trasparenza algoritmica e alla collaborazione tra esseri umani e sistemi intelligenti.
Abstract (English)
Jakob Nielsen’s ten usability heuristics, introduced in 1994, remain one of the most influential theoretical and methodological frameworks for evaluating digital interfaces. Their enduring success lies in their ability to translate fundamental cognitive principles into simple, flexible, and broadly applicable design guidelines. However, the widespread adoption of artificial intelligence, conversational interfaces, and adaptive systems raises new questions regarding the adequacy of these principles in contemporary Human–Computer Interaction. This paper critically reconstructs the origins of Nielsen’s heuristics, examines their cognitive foundations, and discusses their limitations in light of current developments in User Experience. As an original contribution, an interpretative framework is proposed that distinguishes between interaction heuristics and intelligence heuristics, arguing that future interface design will need to integrate traditional usability principles with new criteria addressing algorithmic transparency and human-AI collaboration.